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Carol, a Bruxelles per combattere la povertà estrema

Carol Pigat, 26 anni di Basiliano (UD), è una dei 50 giovani attivisti del gruppo anti-povertà di The ONE Campaign che ha fatto sentire la sua voce agli European Development Days (EDD) di Bruxelles il 18-19 giugno 2019, invitando i leader europei ad agire per l’empowerment delle donne e delle bambine nei paesi più poveri del mondo.


Nel contesto del tema di quest'anno, incentrato sull’eliminazione delle disuguaglianze affinché nessuno sia lasciato indietro, i Giovani Ambasciatori di ONE hanno condotto un seminario sulla loro esperienza alla guida di campagne di sensibilizzazione contro la povertà estrema in tutta Europa.

 

Hanno inoltre preso parte a dibattiti con politici e personaggi influenti nel mondo della cooperazione internazionale per discutere della necessità urgente di investire nella riduzione delle disuguaglianze di genere. Tra gli altri, hanno incontrato: le giovani attiviste Sandra Ajaja, Mwala Mooto e Inota Cheta che offrono formazione alle donne nelle loro comunità; Mari Malek, la prima DJ donna in assoluto del Sud Sudan; e politici quali Samira Bawumia della Repubblica del Ghana e Margarita Cedeño, Vice Presidente della Repubblica Dominicana, che hanno sottolineato l’importanza di garantire società paritarie e dell’attivismo giovanile.



Carol ha dichiarato:
In ogni fase della vita, alle ragazze in condizioni di estrema povertà vengono negate grandi opportunità. È meno probabile che vadano a scuola rispetto ai loro fratelli, hanno maggiore probabilità di contrarre l’HIV e, più tardi nella vita, viene loro negato il diritto di possedere la terra che coltivano o versare in banca i soldi che guadagnano. Gli European Development Days mi hanno permesso di sensibilizzare l’opinione pubblica su queste ingiustizie e invitare i leader dell’Unione europea a sostenere l’empowerment di donne e ragazze in tutto il mondo perché non possiamo eradicare la povertà estrema senza prima garantire l’uguaglianza di genere.”



Friederike Röder, Direttrice di ONE per l’UE e la Francia, ha aggiunto: “Al ritmo attuale ci vorrà più di un secolo (108 anni) per raggiungere l'uguaglianza di genere. Siamo molto fortunati a poter contare su giovani attivisti che svolgono un ruolo chiave affinché l’uguaglianza di genere resti all'ordine del giorno nell'agenda dell’UE, in particolare alla luce dell'imminente vertice del G7 che si terrà il prossimo agosto a Biarritz (Francia). A livello globale, non c'è neanche un paese che offre alle donne le stesse opportunità degli uomini e il divario di genere è ancora più ampio per le donne che vivono in povertà. Il G7 di Biarritz è un'opportunità fondamentale per sottolineare che non possiamo progredire davvero se continuiamo a lasciare indietro metà della popolazione mondiale. Con questo in mente, abbiamo bisogno che l'UE continui a svolgere un ruolo da protagonista per l’uguaglianza di genere e mostrare leadership nell'aumento degli investimenti nello sviluppo di lungo periodo, adottando obiettivi di genere vincolanti nell’ambito della cooperazione internazionale”.

 




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