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Giulia Daici - Cantautrice

ultima modifica 09-04-2015

Siamo lieti di aver intervistato Giulia Daici, cantautrice friulana nata ad Artegna, che ha partecipato a numerosi concorsi musicali presentando sempre brani scritti da lei per musica e testo. E' appena uscito con il suo nuovo album "E poi vivere".

1) Ci racconti le tappe più importanti del tuo percorso nella musica? Qual è il momento o l’esibizione che ti è rimasta nel cuore?

 

Sono una cantautrice. Sono autrice sia dei testi sia delle musiche delle mie canzoni. Scrivo canzoni da diversi anni ormai, ma non mi sono mai “forzata” cantautrice né mai qualcuno mi ha “forzata” ad esserlo. L’ho “scoperto” da sola, attraverso un “viaggio” interiore, un lento processo di auto-consapevolezza che mi ha portata a guardarmi dentro in profondità e che mi ha portata a esprimere il mio mondo interiore attraverso la musica. Ho sempre scritto perché me lo sento dentro, perché ne ho bisogno: bisogno di esprimermi, bisogno di essere veramente me stessa. È stato qualcosa di innato che c’era già dentro di me e che nel tempo è emerso sempre più fino a farmi prendere chiara consapevolezza e coscienza di chi ero, cosa volevo fare e dove volevo andare.

Uno dei momenti fondamentali per il mio percorso artistico è stato certamente l’incontro, che io definisco magico, con la chitarra. Non era uno strumento a me estraneo in quanto avevo sempre visto delle chitarre in casa mia (quella di mio fratello che la suonava già da diverso tempo e quelle dei miei genitori che in passato si erano avvicinati a questo strumento) eppure fino a quel momento non avevo mai sentito né la curiosità né il “bisogno” di iniziare a suonare. E nessuno mi ha forzata in tal senso. L’ho sentito io, dentro: sentivo che mi mancava “qualcosa” e quel “qualcosa” l’ho trovato proprio nel giorno in cui ho preso in mano la chitarra e ho iniziato a comporre la mia prima canzone. Da quella “prima volta” sono passati ormai diversi anni: da allora non ho mai smesso di cantare, scrivere e viaggiare con la musica.

Quando, nel tempo, ho capito il ruolo irrinunciabile che la musica ricopriva nella mia vita, ho cercato di darmi da fare per rendere questa mia “passione” un progetto di vita “concreto”. Passo dopo passo ho iniziato un percorso che non è stato esente da difficoltà, incontri sbagliati e delusioni; eppure a volte - ma spesso lo si riesce a capire solo nel tempo - anche i momenti “più no” possono servire: a me hanno permesso di crescere e di migliorare, sia come artista sia come persona.

Negli anni mi sono proposta ed esibita in tantissimi festival sia locali sia soprattutto nazionali, dove ho avuto il piacere di essere apprezzata in contesti molto prestigiosi e ambiti quali il "Musicultura Festival" (ex “Premio Recanati”), il "Biella Festival", il "Premio Poggio Bustone", il "Premio Daolio - Città di Sulmona", il “Mei” (Meeting delle Etichette Indipendenti e delle Autoproduzioni), il "Canevel Music Lab".

Quelle appena elencate sono ad ogni modo solo alcune delle tappe del mio percorso artistico. Per maggiori informazioni rimando al mio sito: www.myspace.com/giuliadaici.  

Mi fa però molto piacere ricordare il traguardo più recente, fonte per me di immensa gioia e soddisfazione, ovvero la pubblicazione del mio nuovo album "E poi vivere", avvenuta il 21 marzo 2011. Il disco è uscito sotto etichetta discografica "Prosincro di Antonio Laino", contiene 11 canzoni tutte interamente composte da me e presenta sia distribuzione fisica sia distribuzione digitale. L'album è stato presentato il 18 marzo in anteprima a Milano, il 25 marzo a Roma e il 2 aprile a Udine.

Salire su un palco è sempre per me un’emozione unica; ogni mio concerto ha una storia e dentro di me è legato a dei ricordi indelebili unici: per questo motivo mi risulta difficile dire quale delle mie esibizioni mi sia rimasta più nel cuore. Mi piace però menzionare la prima volta in cui ho proposto a un pubblico un mio brano. Ero ancora adolescente e mi ero iscritta ad un concorso locale per canzoni inedite. Provo molta tenerezza nel rivedermi su quel palco e a ripensare alla canzone che proposi: a distanza di qualche anno mi rendo conto infatti che il brano proposto difettava un po’ nella struttura, così come mi rendo conto che la mia “sicurezza” canora non era proprio il massimo. Ma poco importa: io ero salita su quel palco perché volevo dire qualcosa di mio, qualcosa di “nuovo”, e con la mia semplicità e la mia spontaneità di allora l’ho fatto. Anche adesso, a volte, quando mi sento insicura o penso di non essere all’“altezza” di qualcosa, mi capita di ripensare a quella serata e trovo dentro una forza incredibile.

 

2) Quali sono i tuoi prossimi progetti?

 

Come già accennato, il 21 marzo 2011 è uscito sotto etichetta discografica “Prosincro di Antonio Laino” il mio primo album dal titolo “E poi vivere” (come una delle canzoni in esso contenute). Il disco contiene complessivamente 11 canzoni che portano tutte la mia firma, sia nei testi sia nelle musiche. La promozione del disco (a cura di Antonio Laino, Music Manager and Promotion) è iniziata già lo scorso anno (da giugno 2010 alcuni brani contenuti nell’album sono stati trasmessi da diverse emittenti radiofoniche in tutta Italia) e proseguirà nei mesi prossimi con ulteriore lavoro di promozione radiofonica di altri singoli, promozione discografica e televisiva in ambito sincronizzazione. Stiamo poi già lavorando e pensando a dei nuovi progetti da presentare a livello nazionale.

Promuovere un nuovo progetto non è mai cosa di poco tempo: è un lavoro che viene fatto nel tempo, con professionalità, cura e serietà. Fondamentale è poi anche l’accoglienza, il supporto e il calore che ogni nuovo progetto riceve dal suo pubblico.

Ne approfitto per dire che chiunque avesse piacere di ricevere una copia del mio nuovo album lo può fare andando alla pagina store del sito della mia etichetta discografica, ovvero www.antoniolaino.com/store.html. A livello digitale il disco è invece presente su iTunes e su tutti i maggiori stores digitali. Sembrerà forse banale o scontato dirlo, ma l’acquisto di un disco permette all’artista di continuare a sognare e portare avanti i propri progetti. Discorso che se risulta essere valido per tutti, e quindi anche per un “big”, diventa fondamentale per un “emergente”.

 

3) Quale consiglio daresti ai ragazzi che vorrebbero intraprendere una carriera nella musica?

 

Il consiglio che vorrei dare è più astratto che materiale, ma credo sia fondamentale per il conseguimento di ogni passo più concreto.

Invito tutti i ragazzi a guardarsi dentro, in profondità, ponendosi una domanda che forse potrà sembrare banale ma che a mio avviso è invece di massima importanza: “perché voglio far musica?”. Spesso avverto in alcuni ragazzi il pregiudizio che il mondo musicale richieda meno sacrifici o meno impegno di altre attività; spesso poi mi capita di vedere cantanti o gruppi musicali per i quali salire su un palco, e dunque cantare e suonare, è principalmente un modo per divertirsi. Divertirsi mentre ci si esibisce è importante, certo, ma ritengo che “fare musica” non possa essere associato solo al concetto di puro “divertimento”: deve venire prima da dentro, deve prima essere dettato da un volerlo fare perché non se ne può fare a meno e perché questo è una parte essenziale di noi stessi. Prima di voler “fare musica” e pensare di poter un giorno vivere di questa, bisogna “sentirlo” dentro, forte, sempre più forte e bisogna volerlo fare indipendentemente da tutto e tutti, a prescindere da risultati o ambizioni.

Voler “fare musica” comporta una presa di consapevolezza di sé stessi, un percorso dentro il proprio intimo che porta a far luce e scoprire spazi e ombre personali prima di allora ancora sconosciuti o magari nemmeno immaginati. Il primo passo per “fare musica” è dunque, per me, scoprire e ritrovare la musica dentro sé stessi. Solo così credo che allora si sarà anche veramente pronti e disposti ad affrontare un percorso che richiede impegno, serietà e sacrifici. Un percorso dai molti aspetti anche duro, ma che sa regalare emozioni uniche, anche perché ritengo che non ci sia nulla di più gratificante che poter fare ciò che si sente dentro.