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Stefania Seculin - Cantante e attrice di teatro e musical

Stefania Seculin

ultima modifica 09-04-2015

Nata a Trieste, Stefania Seculin a 18 anni si trasferisce a Bologna per frequentare la “Bernstein School of Musical Theater” diretta da Shawna Farrell, dove si diploma nel 2008. Qui partecipa a vari musical: Sweeney Todd (Mrs. Lovett), Into the Woods (Baker's wife), Parade, Urinetown, Ragtime e Beggar's Holiday, in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna. Nel 2009 lavora come allrounder nell'AidaCara ShowEnsamble (SeeLive Tivoli, Amburgo) girando l'Europa. Dal 2009 collabora con la compagnia ”Oblivion” in vari progetti di laboratori di musical per ragazzi. Nel 2010 registra il dvd “Cantagioco” (Sony) e dal 25 settembre è nel cast spagnolo del musical “Una Granja con enCanto” al Teatro Compac alla Gran Via di Madrid.

 

 

Scegliere già da giovanissima di voler intraprendere una carriera nel mondo del teatro e dei musical è una scelta davvero coraggiosa. Hai sempre avuto le idee chiare sul tuo futuro? Com’è nata questa passione? 

 

Non saprei dire di preciso quando è nata la mia passione per il mondo del teatro e del musical, forse ero troppo piccola per rendermene conto, tanto che mia mamma racconta sempre che incastravo il ciuccio sullo schienale della sedia e ci cantavo dentro come fosse un microfono. Di certo posso dire che le idee ce le ho avute sempre molto chiare. Ho sempre desiderato intraprendere la via della musica, e più crescevo più realizzavo quanto poteva essere rischiosa ed eccitante allo stesso tempo. In ugual modo ho sempre avuto anche i piedi ben piantati a terra, perché i sogni sono più gestibili e modificabili, la realtà è molto, molto diversa. E credo che l'ambizione sia il mezzo giusto per conciliare questi 2 mondi. 

 

Ci racconti le tappe più importanti del tuo percorso professionale? 

 

Dopo aver frequentato il triennio di formazione presso la Bernstein School of Musical Theatre di Bologna e aver ottenuto il diploma di Triple Musical Performer nel 2008, sono subito partita per l'estero. Ho lavorato 9 mesi per la SeeLive Tivoli di Amburgo, girando l'Europa facendo spettacoli musicali a bordo di una nave da crociera. Una volta tornata a Bologna ho intrapreso parallelamente la strada dell'insegnamento con vari laboratori di musical per ragazzi; cantando qua e là in vari progetti musicali in tutta Italia, nel 2010 è iniziata l'avventura del Cantagioco, prodotto dalla Sony, e dopo aver registrato i primi 2 DVD, lo scorso autunno sono partita per Madrid, dove ero una degli interpreti nel musical per bambini "Una Granja con EnCanto" al Teatro Compac. Tale progetto pedagogico è tutt'ora in evoluzione e a breve usciranno i volumi seguenti. Allo stesso tempo faccio parte della compagnia Musical StarTs del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia "Il Rossetti", e l'anno scorso abbiamo inaugurato il Castello di San Giusto con un grande concerto di Musical, tutto composto da interpreti triestini, con la regia di Fabrizio Angelini, replicato poi al Teatro Rossetti di Trieste il 3 gennaio 2011.

 

Qual è l’esibizione che ti ha emozionato di più e qual è lo spettacolo a cui sei maggiormente legata? 

 

Mi lego a quest'ultima esperienza per rispondere alla domanda "a quale esibizione sono più legata". Cantare nella propria città di origine è sempre un'emozione forte, soprattutto in un contesto del genere. Il Teatro Rossetti è sempre molto all'avanguardia sul mondo del musical, poiché appartiene a una tradizione americana e anglosassone, quindi ancora poco conosciuto in Italia. Inoltre in questo concerto ho interpretato uno dei brani più belli mai scritti, "Send in the Clowns", di Stephen Sondheim, autore a dir poco geniale e impareggiabile, il duetto "I know him so well" tratto da Chess, degli Abba e Tim Rice, da poco premiato a Trieste e "The Letter" dal musical Billy Elliot. Al concerto ha partecipato anche un coro di bambini dai 7 ai 12 anni, anch'essi tutti triestini, di cui ho curato la parte musicale e corale. E cantare insieme a loro è stata una soddisfazione unica.

 

Il tuo sogno nel cassetto? 

 

Come dicevo prima, l'ambizione è il motore che permette di inseguire un sogno affrontando la realtà, nonostante tutte le difficoltà che questa comporta. Credo che il mio sogno nel cassetto si stia piano piano realizzando, quindi non posso fare altro che continuare a perseguirlo con la stessa determinazione.

 

Che consiglio daresti ai giovani per intraprendere un percorso professionale nello spettacolo? 

 

Credo che nel mondo d'oggi i sogni siano sempre più difficili da realizzare in qualsiasi campo lavorativo. Se posso riferirmi a tutti i giovani, e non solo a quelli che vogliono intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo, mi sento di dire che tutti gli ostacoli sono delle esperienze che aiutano a crescere e che ci arricchiscono, ci rendono più forti e ci permettono di affrontare meglio il futuro; di continuare sempre a studiare, di essere curiosi verso le cose nuove e di non mollare alle prime difficoltà, anche se queste sembrano insormontabili, perché se ce la mettiamo tutta, prima o poi qualcosa arriva di sicuro. Sono parole a cui non credevo nemmeno io quando me le dicevano, ma sono proprio vere!