Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Chiudi finestra
Nome Utente


Password


home / Giovani eccellenze in FVG / Archivio interviste / Michele Vidoni, comando generale guardia di finanza

News

Michele Vidoni, comando generale guardia di finanza

ultima modifica 09-04-2015

Nato a Gemona del Friuli nel 1980 è impiegato attualmente presso il Comando Generale della Guardia di finanza a Roma.

 

Quando è nata l’idea di intraprendere questa carriera? C’è stato qualcosa che ti ha spinto a scegliere questa strada? Da chi sei stato incoraggiato?

 

Durante l’ultimo anno di liceo – quando mi interrogavo su quale strada percorrere dopo la maturità – ho deciso di partecipare al bando di concorso indetto dall’Accademia della Guardia di Finanza, il massimo istituto di formazione del Corpo. Era il mese di gennaio 1999 ed allora avevo 18 anni. Non è stata un’idea nata all’improvviso, ma si è trattato piuttosto del frutto di una serie di considerazioni e riflessioni, quali il percorso di studi che avrei affrontato, i ruoli di responsabilità cui potevo aspirare, l’ambizione di poter essere chiamato a rendermi utile per la collettività.

Comunque ero perfettamente consapevole delle difficoltà e all’inizio della mia avventura non mi sarei mai aspettato di risultare vincitore di concorso. Cinquanta erano i posti messi a disposizione e le domande per aspiranti allievi ufficiali superavano abbondantemente quota dodicimila.

Diciamo che è stata anche una scommessa con me stesso: ero consapevole che in passato pochi ragazzi friulani avevano provato a intraprendere questo percorso (in generale, con riferimento alle Accademie militari). Pertanto ero curioso di vedere sino a che punto potevo arrivare.

 

Il tuo è un mestiere di grande responsabilità, si può dire che in questo caso scegliere una professione corrisponda a una scelta di vita?

 

Si tratta indubbiamente di una professione che assorbe gran parte del mio tempo. Inoltre le prospettive di carriera per la categoria ufficiali contemplano frequenti trasferimenti di sede.

 

C’è un momento della tua carriera o un traguardo che ricordi con particolare soddisfazione?

 

Ce ne sono tanti. Ne vorrei elencare tre, tutti molto significativi. La laurea conseguita al termine del periodo di formazione in Accademia. Il primo incarico “operativo” in provincia di Caserta, quando sono stato chiamato, all’età di venticinque anni, a comandare a Capua un’unità territoriale della GdiF, per la prima volta retta da un ufficiale. Infine, nel corso del 2008 ho partecipato – come unico rappresentante della mia Amministrazione – a un master internazionale rivolto agli operatori di polizia di tutto il mondo e svoltosi a Sydney, in Australia. È stata un’esperienza indimenticabile, molto impegnativa sotto un profilo strettamente professionale ma davvero esaltante dal punto di vista della ricchezza delle relazioni umane e dei rapporti di cooperazione con l’estero. Eravamo in quaranta rappresentanti delle forze di polizia di tutto il mondo, tra i quali tre provenienti dall’Europa (me compreso). Ricordo che le mie giornate, in quel periodo, iniziavano alle 7 del mattino e finivano non prima di mezzanotte. A conclusione dell’esperienza sono riuscito a conseguire il Graduate Certificate in Applied Management. Insieme a un “collega” della polizia federale brasiliana originario di Recife, ero il più giovane partecipante ad aver conseguito il master in argomento.

 

 

Quale consiglio daresti a un giovane che vorrebbe seguire la tua stessa strada? Quali caratteristiche secondo te bisognerebbe avere?

 

Gli direi che sarebbe un’ottima occasione per mettersi in gioco e misurare la propria forza di volontà, per rendersi indipendenti e autonomi da giovanissimi, con l’opportunità di fare esperienze difficilmente ipotizzabili per i coetanei. Ma al tempo stesso gli farei capire che si tratta di una strada molto faticosa che richiede impegno, determinazione e notevole spirito di sacrificio.