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Renzo Candussio - Arbitro di Serie A

ultima modifica 09-04-2015

Di seguito l'intervista a Renzo Candussio, friulano di Palmanova, diventato Arbitro di serie A.

 

D: Ci racconti un po’ la tua storia? Dove sei nato? Da dove sei partito per raggiungere questo tuo traguardo?

R: Sono nato a Palmanova il 18 Giugno 1977.

Vivendo a Sevegliano, una frazione del piccolo comune di Bagnaria Arsa, come tutti i miei coetanei, ho iniziato fin da bambino a giocare a calcio nella squadra del mio paese. Parte da lì la mia avventura fino al raggiungimento della massima serie di calcio.

Come da calciatore sia passato poi ad arbitrare è semplice da spiegare… la grande passione per il gioco del calcio! Un infortunio ha interrotto la mia avventura da calciatore e mi ha regalato una nuova opportunità: continuare a vivere la mia passione, ma da un altro punto di vista.

 

D: Qual è il tuo rapporto con lo sport? Pensi che giovani ed attività sportiva sia un binomio vincente? Dilettantismo e/o  agonismo?

R: Amo lo sport! Oltre al calcio ho praticato per un breve periodo il basket, ma ho giocato per divertimento anche a pallavolo. Il tennis è un gioco affascinante e lo pratico per lo più per passare qualche ora con dei cari amici…

In altre parole mi appassiona qualsiasi attività sportiva a condizione che non si limiti alla visione della stessa alla televisione! I giovani d’oggi dovrebbero passare qualche ora in più a correre in giardino piuttosto che rimanere incollati davanti ad uno schermo. L’importanza dell’attività sportiva non si riduce solamente a dei giovamenti per la salute, ma diventa importantissima, praticata fin da giovanissimi, perché permette di socializzare con il prossimo.

Lo sport deve essere considerato un divertimento nella giovane età… non c’è dubbio! Resta il fatto che con il passare degli anni subentrano altre considerazioni, capacità particolari, qualità fisiche e ambizioni personali che possono tramutare il solo divertimento in un’opportunità di lavoro.

 

D: Quali sono state le tappe della tua carriera?

R: La mia avventura ha avuto inizio a 17 anni nel Dicembre ’94 quando ho superato il corso e come tutti ho iniziato ad arbitrare nelle categorie giovanili.

Nel Gennaio del ’96 sono stato promosso al C.R.A. (Comitato Regionale Arbitri), sono passato cioè a dirigere gare della Seconda Categoria.

Nel Luglio 2001 vengo promosso alla CAN D, arbitro gare a livello nazionale ed inizio le prime esperienze fuori regione. Permango nella categoria fino al Luglio 2004 quando vengo promosso nella CAN C quale miglior arbitro della CAN D.

Il resto è storia recente con i 4 anni di permanenza nella CAN C e la promozione alla CAN A-B nel Luglio 2008.

Ho esordito in serie B il 30 Agosto ’08 e nella massima serie il 25 Gennaio del 2009 nella partita Siena-Atalanta.

 

D: Da piccolo sognavi già di fare l’arbitro? C’è stato qualcosa che ti ha spinto a scegliere questa strada? o qualcuno che più di altri ti ha sostenuto o che ha fatto da punto di riferimento per la tua carriera?

R: Il mio sogno da piccolo era senza dubbio quello d’arrivare in serie A… ma da calciatore! La mia fortuna è quella d’aver avuto dei genitori che mi hanno educato ed insegnato l’importanza dei valori e dei principi da seguire nella mia crescita. Sono la famiglia, gli affetti, le radici che diventano poi i punti di riferimento ed il sostegno nei momenti di difficoltà.

 

D: Che cosa deve fare un/a  giovane per diventare arbitro professionista? Che doti/qualità/competenze deve avere?

R: Un giovane arbitro deve pensare a crescere giorno per giorno con obiettivi precisi e realistici. Senza dubbio dovrà sacrificarsi per ottenere la miglior partita… di qualsiasi categoria si parli!

Uno spunto fondamentale che ho da sempre consigliato è quello di  rimanere sempre se stessi: l’umiltà consente di conservare quello spirito autocritico che farà da slancio per conquistare sempre nuovi traguardi.

Ogni més si fàs le lune, ogni dì si impare une!

 

D: Qual è il tuo motto?

R: Non auguratemi mai in bocca al lupo… da me non muore, corre in giardino!

VIA A MILLE ALL’ORA!!!

 

Renzo Candussio