Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Chiudi finestra
Nome Utente


Password


home / Associazionismo e Partecipazione / Organismi di rappresentanza giovanile / Garante per l'infanzia e l'adolescenza FVG

Garante per l'infanzia e l'adolescenza FVG

Interventi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
ultima modifica 11-04-2015

Si è svolta giovedì 11 settembre 2014 la seduta di insediamento del Garante regionale dei diritti della persona, istituito con la legge 9 del 14 maggio 2014 ed eletto con votazione del Consiglio regionale nella seduta del 26 giugno 2014. 


Si tratta di un organo collegiale composto dal presidente - Fabia Mellina Bares - che esercita funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività del Collegio e la funzione specifica di garanzia per i bambini e gli adolescenti, e da due componenti - Pino Roveredo e Walter Citti - che esercitano la funzione di garanzia rispettivamente per le persone private della libertà personale e per le persone a rischio di discriminazione.

Per maggiori info
Pagina ufficiale Garante

 


 

Ma quali sono nello specifico le funzioni del Garante riguardanti la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti del Friuli Venezia Giulia?

La redazione di Giovanifvg ha intervistato Fabia Mellina Bares a pochi mesi dall'insediamento, qui di seguito l'intervista.

 

Quali sono le modalità attraverso le quali il Garante tutela in particolare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza? Può fare qualche esempio concreto di azione/attività svolta dal Garante in questa funzione?
Le azioni che  il Garante svolge sono quelle definite dalla legge che ha istituito questa Authority (la Legge Regionale 16 maggio 2014, n. 9, “Istituzione del Garante regionale dei diritti della persona”) ; un organo collegiale che si compone del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza,  che anche presiede l'organo, del Garante delle persone private della libertà personale e del Garante delle persone a rischio di discriminazione. Questa legge contiene un nutrito elenco di competenze. Volendo sintetizzarle: attività di ascolto; di mediazione; di facilitazione e di conciliazione; di studio e di ricerca; di promozione culturale per diffondere la conoscenza dei diritti dei minori; di formazione e di aggiornamento degli operatori sociali, sanitari ed educativi e di coloro che, in generale si occupano di problematiche minorili; di espressione di pareri nel processo di formazione delle leggi regionali (attività consultiva); di tutela e di protezione; di vigilanza e di segnalazione alle Autorità competenti dei casi di violazione dei diritti dei minori. Per quanto riguarda un esempio concreto dell’attività, mi limito a ricordare che, nell’ambito delle funzioni di promozione culturale programmate per l’anno in corso (2015 ndr), sono previsti 4 incontri di presentazione di progetti rivolti alle scuole di ogni provincia della regione sul tema dei diritti dei bambini e degli adolescenti e l’organizzazione di convegni e seminari di studio in occasione di particolari ricorrenze, come il 20 novembre, giornata mondiale sui diritti dell’infanzia e il 10 dicembre, giornata internazionale sui diritti umani. 


I cittadini possono rivolgersi direttamente al Garante per segnalare violazioni dei diritti di bambini e adolescenti? In quali casi e in che modo? 
Come ricordato in precedenza, la cosiddetta attività di “ascolto istituzionale, mediazione, facilitazione ed accompagnamento” rappresenta una delle funzioni assegnate dalla legge regionale al Garante, che in questo modo può rispondere alle istanze ed, al tempo stesso, attraverso le segnalazioni che pervengono all'ufficio, monitorare la situazione nel territorio regionale. I cittadini, o chiunque voglia fare una segnalazione, possono richiedere l’intervento del Garante, quando ritengano violati i diritti dei minori, in diversi modi: inviando una e-mail (nel sito web del Garante è prevista la possibilità di effettuare le segnalazioni: http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/garante/segnalazioni.asp?sectionId=0 ); inviando una lettera; con comunicazione telefonica e/o chiedendo un incontro.

 

Quali sono oggi in FVG le problematiche più importanti riguardanti l’infanzia e l’ adolescenza su cui il Garante sta concentrando maggiormente gli sforzi e l’attenzione? 
Questa Authority si è insediata da tre mesi circa e non è ancora in grado di fornire una “fotografia” della condizione dei bambini e dei ragazzi nella nostra regione con una individuazione precisa di tutte le problematiche presenti, sottolineando le più importanti e/o urgenti. Da subito, a cura degli uffici, si è avviata una attività di raccolta dei dati e quanto altro necessario a delineare le suddette problematiche.Comunque, nella programmazione delle attività per l'anno 2015, sono state definite alcune aree di intervento, quali il contrasto dei fenomeni di “bullismo”; la lotta alla dispersione scolastica; la formazione dei tutori legali dei minori soprattutto per i minori stranieri non accompagnati.

Esiste oggi anche nella nostra Regione il rischio di episodi di discriminazione di adolescenti stranieri o adolescenti particolarmente fragili e vulnerabili? Razzismo e  bullismo sono fenomeni in crescita tra gli adolescenti (soprattutto a scuola)?Si veda la risposta precedente, siamo in una fase di studio anche di queste situazioni al fine di stabilirne la effettiva portata e definire le azioni conseguenti. Comunque si sono progettate attività di contrasto in questo senso.
 

Abusi e violenze sui minori da parte degli adulti: qual è la situazione nella nostra Regione? Su questo tema quali sono le principali azioni in programma da parte del Garante nel prossimo futuro?  
Come sopra detto siamo in una fase di raccolta dei dati  e di ricognizione delle problematiche minorili  presenti nel territorio regionale. In questo momento sono a disposizione dell'ufficio i dati contenuti nell'annuario statistico sull'infanzia e l'adolescenza, pubblicato dalla Regione nel 2014, dal quale emerge che i minorenni vittime di reato a sfondo sessuale seguiti dall'USSM di Trieste nel 2011 sono 19 (13 italiani, 6 stranieri), principalmente di sesso femminile di età compresa tra i 14 e i 17 anni; la violenza è generalmente consumata in un contesto familiare od amicale della vittima nella gran parte dei casi. Questi dati vanno assolutamente aggiornati, approfonditi ed implementati attraverso il confronto con altri provenienti da altre fonti. Quando ci saranno dati completi, il più possibile vicini alla realtà nella nostra regione e, soprattutto saranno portati a termine i necessari contatti con  i soggetti che a diverso titolo si occupano di processi di tutela e protezione dei diritti dei bambini e dei ragazzi (organizzazione dei Servizi, Autorità giudiziarie, ecc.), l'ufficio sarà in grado di svolgere la propria funzione di accompagnamento e facilitazione dei processi di tutela e promozione culturale di buone prassi. 

Alcuni mesi fa ha richiamato grande attenzione e sconcerto nell’opinione pubblica il caso delle ragazzine udinesi che hanno ucciso un pensionato: sono in crescita nella nostra Regione gli episodi come questo in cui sono i minori a rendersi protagonisti di episodi di violenza? Come intervenire per arginare queste situazioni?
Anche per questa domanda vale quanto sopra riportato riguardo l'attività di ricognizione delle problematiche riguardanti i minorenni nella nostra regione, attualmente in corso.  Si ritiene comunque, come considerazione generale, che quindi vale anche per quanto sopra riportato,  che il Garante possa contribuire con la propria azione di sensibilizzazione ad implementare l’azione di collaborazione e coordinamento fra i diversi Enti ed Istituzioni del territorio regionale e favorire la creazione condivisa di buone pratiche di contrasto e prevenzione di manifestazioni che siano pregiudizievoli per i minorenni, siano essi vittime ovvero autori di azioni violente


Il nostro portale www.giovanifvg.it si rivolge in particolare ai giovani tra i 14 e i 35 anni. Quali sono, secondo lei, in questo momento in Italia e nella nostra Regione i diritti dei cittadini di questa fascia d’età che rischiano di essere violati o comunque non completamente tutelati? Possiamo parlare, secondo lei, di un “diritto al futuro”  oggi negato alle nuove generazioni (per le gravi difficoltà legate soprattutto alla ricerca del lavoro?)
  
A questo proposito, posso segnalare che si è tenuta nel mese di ottobre ad Edimburgo la XVIII Conferenza Annuale della Rete dei Garanti Europei (ENOC), ed il focus dei lavori verteva sull’ impatto delle misure di austerità sulla vita dei bambini e degli adolescenti.Nel corso della Conferenza è stata inaugurata la mostra audio visiva “Austerity Bites: Children’s Voices”, costituita da 32 video realizzati con il supporto di ragazzi e ragazze di otto Paesi Europei. Attraverso i loro racconti - dalle difficoltà economiche alla riduzione dei sostegni per lo studio e lo sport, dal taglio ai servizi di base, soprattutto per i minorenni allontanati dalla famiglia o con disabilità, alla solitudine per i molti amici partiti all’estero in cerca di un futuro  – i ragazzi e le ragazze protagonisti dei video raccontano un mondo parallelo, spesso invisibile ed inascoltato: quello del loro quotidiano, dei sogni spezzati, delle difficoltà a godere dei loro diritti fondamentali. L’Assemblea dell’ENOC si è conclusa con l’approvazione all’unanimità del Position Statement sull’impatto dell’austerità sui bambini e gli adolescenti. Cuore dello Statement è la consapevolezza che non possono essere i minorenni e le loro famiglie, soprattutto quelle con maggiore svantaggio socio-culturale, a pagare il prezzo più alto della crisi;  che continuare a prevenire l’emarginazione e sostenere le politiche dell’infanzia è un investimento necessario e fruttuoso per i Paesi, come ribadiscono anche la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e la recente Raccomandazione della Commissione Europea “Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale”. Questo, raccomandano i Garanti europei, dovrebbe essere l’orizzonte dei piani d’azione nazionali e della nuova strategia per i minorenni che il Consiglio d’Europa sta mettendo a punto. Questa è una preoccupazione che avverto molto forte e perciò mi sento di fare la medesima raccomandazione  anche ai nostri governi, nazionale e regionale.